Cerca nel blog

giovedì 16 maggio 2013

Sette giorni

In fondo tutti gli elementi delle nostre riflessioni esistono solo come nostra creazione, ovvero l'universo - ben presente anche senza l'uomo - lo percepiamo solo in quei pochi aspetti, maschere che la nostra natura ci permette di comprendere, o immaginare.
Mi torna in mente Shakespeare, Amleto atto II, sc.2 (ripreso da Jerzj Stuhr in Sette giorni, ma mi garantisco che alla grossa me lo ricordavo già) "Che opera d'arte è l'uomo! ... Come somiglia a un angelo, per le azioni, e a un dio per la facoltà di discernere! E' la bellezza del mondo e il paragone degli animali!"
Somigliamo agli angeli e agli dei, nostre felici creazioni, e loro somigliano a noi, così care presenze in un universo altrimenti in gran parte estraneo ai nostri sensi, e quanto ai sentimenti capace di commuoverci solo con la minaccia di distruzione o con la poetica che - generosità interessata, committenti di noi stessi - gli costruiamo addosso.

Nessun commento:

Posta un commento